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UNA MAGNIFICA LEGGENDA …

Quando sentiamo nell’ aria “qualcosa”, ad esempio l’attesa della “prima” di uno spettacolo o, anche, di qualcosa d’importante che coinvolge anche altri…, non è solo il suono delle voci, la loro inflessione, le realtà contingenti a dare la sensazione dell’attesa ma è “qualcosa” di più. Il nostro stato d’animo, ad esempio. E come può uno stato d’animo, nascosto in noi, risultare così presente e reale all’esterno di noi? La verità è che la realtà di un suono, la vista di qualcosa, di qualcuno, un gesto, un fatto, passano … veloci, come un lampo! E’ una realtà fuggente, vive per pochi istanti e si affoga nell’invisibile. Le immagini della realtà che più ci colpiscono, più di altre vengono registrate nella nostra mente, nell’invisibile dei nostri ricordi. Anche nel silenzio che sottolinea l’impegno e l’attenzione (ad esempio, seguire le mie parole), c’è qualcosa in più.

Ogni silenzio ha significati diversi… eppure è sempre e solo silenzio, ma vi “leggiamo” realtà diverse, invisibili. Come possiamo, dunque, “leggere” la realtà invisibile? Perché tutto è reale, concreto, anche l’invisibile! Ed ha una sua forza vitale, una sua energia, che ognuno di noi può “leggere”, sentire. Energie che, se positive, attirano, (per chi crede), anche le buone cose e la presenza promotrice dello Spirito, se negative, ben altre forze ed entità. Quando siamo in un luogo ricco d’amore ci sentiamo di rilasciarci, ci sentiamo a casa. Viceversa, in un luogo negativo, ci sentiamo a disagio, cerchiamo di andarcene… Abbiamo “letto”, avvertito, sentito il bene e il male… .

L’osservare, l’intelligere, l’analizzare, procura pensieri ed opinioni, anche apparentemente diverse da individuo a individuo. Da una parte, dunque, materialisti, dall’altra spiritualisti… per dirla semplicemente. Come mai però ambedue le parti, “leggono”, sentono, avvertono …l’“invisibile”?

Togliendo la vista, che spesso si ferma alla realtà “concreta”, si dà un’ accelerata a “sentire”, o percepire, il mondo invisibile. Alla cecità, infatti, la natura sopperisce con lo sviluppo della sensibilità di altri sensi che, come antenna o radar, sostituiscono in parte, se non completamente, quello che non funziona. Questi argomenti – visibile, invisibile, bene, male -procurano diatribe a non finire: da una parte sensibili spiritualisti, uomini di fede, dall’altra razionalisti, ma anche filosofi o scienziati che vogliono solo ”toccare”, comprovare, giustamente, qualsiasi idea, intuizione, scoperta… Diatribe… lotte, fazioni che dividono spesso senza tolleranza, pazienza, accoglienza, sopportazione, attesa, dialogo… anche se “La logica non è logica se non corrisponde con la realtà… la verità è sommersa dalla logica ed ornata d’amore…” (Leo Amici). Chi crede potrebbe obiettare: “Perché sommersa dalla logica e non dall’amore?” Perché Dio “nasconde” il Suo amore per amore, per lasciarci liberi dal dover ricambiare tanto… e lascia spazio alla logica affinché, attraverso di essa, noi arriviamo a Lui.

Da queste diatribe nascono diritti e doveri per “regolare”, almeno in parte, le intemperanze degli animi o, peggio, sedare discordie. Regole da rispettare, sancite equamente da ambedue le fazioni, così anche per i diritti umani. Anche in questo caso, ci si divide tra sostenitori dei diritti umani di origine naturale e sostenitori dei diritti umani impressi nel cuore da Dio…

Una “zona neutrale” è il tempo della magnifica leggenda… tempo di primitive tribù. L’ho scritta e diretta … per chi? Per tutti, come tutti i miei spettacoli… eppure… con particolare attenzione a coloro, soprattutto i giovani, che sono al di fuori di una fazione o dell’altra… ancora non compromessi nell’una o nell’altra, non contaminati da condizionamenti ed opportunità… per coloro che sono nel momento delicato della “scelta”, quando l’obiettività, però, fa da padrona… dove, per poter valutare e discernere, c’è bisogno di risposte. Leo Amici, le cui parole come voce fuori campo raccontano la leggenda, mentre altre sono recitate dai protagonisti, sembra rispondere concretamente a chi, ancora, dovesse scegliere…

Le sue parole infatti sembrano addirittura rispondere a quella parte della scienza che scarta Dio, o a quella parte della fede che scarta la scienza…

Se – tutto si rompe, si frantuma, si distrugge, ma nulla finisce -, per come dimostra la scienza, ma tutto muta e si trasforma in qualche altra cosa, allora – non ha inizio…- Così dicono le parole di Leo Amici, e continuano – se non ha inizio non ha creazione -. L’affermazione lo fa mettere nei panni dello scienziato scettico che scarta la logica di Dio galileiana e dubita di un inizio voluto e creato da Dio. Inizio che, se anche fosse stato “solo” il mettere ordine (Kairòs) nel disordine (Kaos) conseguente, ad esempio, ad un big-bang, non toglierebbe nulla al Suo potere infinito. Big bang attraverso il quale, tra l’altro, si pensa di poter scartare l’inizio di Dio e la fede in Lui.

Ecco, dunque, perché ho accolto le parole di Leo Amici pronunciate più di quaranta, cinquanta anni fa, che hanno anticipato tempi e scoperte scientifiche per darne addirittura risposte… e le ho “distribuite” nello spettacolo. Ecco il perché della “magnifica leggenda” che racconto fuori dal tempo ma, comunque, dentro fonti storiche precise, al di fuori di ogni credo, ideologia, fazioni opposte… L’ho scritta e rappresentata per guardare e far guardare obiettivamente nel nostro cuore “primitivo”, per scorgervi, possibilmente, se la natura umana, che nel tempo ha ideato e redatto la carta dei diritti umani, sia naturalmente conseguenza di un “big- bang” della nostra coscienza o se, dietro quella scintilla di consapevolezza, si nasconda un volere superiore.

Carlo Tedeschi

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